Pubblicato da: beccoblu su: 22/03/2010
C’è una lobby molto potente, nel mondo. Una lobby che, secoli fa, ha detto qualcosa di simile a: “sappiamo per certo, anche se non possiamo darvi delle prove tangibili, che c’è qualcuno degno di rappresentare Dio in terra: noi”.
Recentemente questa lobby si è trovata al centro di uno scandalaccio. “Recentemente” per chi non usa Internet, come fonte di informazione: sul Web questa storia gira da anni. Ma tant’è.
Dicevo. Recentemente si sono sollevate molte voci (vittime, perlopiù) che descrivono questa lobby come habitat di pedofili, della peggior specie. Di quelli che approfittano della loro posizione, della fiducia che viene loro accordata in base al loro ruolo, per fare i loro porci (letteralmente) comodi sulla pelle (letteralmente) dei bambini. Questi personaggi sembrano essere orrendamente numerosi, laddove anche “1” sarebbe un numero assurdamente troppo alto; e per di più il tutto ventilate responsabilità morali non indifferenti da parte del capo ultimo della lobby.
Questa lobby si è addirittura costruita un proprio stato, ma ha rappresentanti in tutto il mondo. Ne abbiamo parecchi anche in Italia, una vera sotto-organizzazione con tanto di amministratore delegato. Un tizio che, dall’alto del potere che la lobby gli ha messo in mano, si sente in dovere di dire la sua opinione. No. Di mettere il becco negli affari privati dello stato che, incidentalmente, si trova ad ospitarlo.
Oggi questo signore, avvicinandosi le elezioni, si è deciso a dispensare il suo usuale consiglio pre-elettorale.
Ecco, c’è una cosa da dire. Questa lobby, a livello politico, ha sempre apprezzato molto le apparenze. A dispetto dello spirito che teoricamente (teoricamente) dovrebbe animarla, diciamolo. Ha appoggiato e appoggia, da parecchio tempo, le parti politiche che nominalmente si dicono più vicine alla lobby stessa. Nominalmente, eh: non importa chi sia, questa gente, o cosa faccia. Se si dicono amici, li appoggiano. La strategia di Pinocchio, nientedimeno: farò dispetti a chi sarà cattivo, e sarò buono con chi mi dice “bravo”.
Tra le persone sostenute dalla lobby, negli anni, c’è veramente di tutto: gente con qualche morto sulla coscienza, persone con una vita segreta di cui chiunque si vergognerebbe, politici in odore di corruzione e, nemmeno troppo raramente, di mafia; però gente che a livello pubblico si dice amica della lobby, e la sostiene. Gente che a livello di soldi e potere (ohi, le lobby mica stanno su con gli stuzzicadenti!) le danno le maggiori garanzie.
E chi è, ora come ora, il miglior amico della lobby qua in Italia? Semplice, il sovrano reggente, né più né meno. Il sovrano reggente che, meglio di qualunque altro politico nel mondo occidentale, oggi offre agli occhi di chi lo osserva un incredibile spettacolo di dicotomia: uomo pubblico perseguitato ma investito spiritualmente, nella sua irreprensibilità, nientemeno che dal fondatore della lobby; privato cittadino con più ombre che luci, con mani in pasta in tutte le peggio cose di cui si parla nei telegiornali.
Vizi privati e pubbliche virtù: nulla di nuovo sotto il sole, è una delle cifre dell’italianità (intesa nel suo senso più deteriore). Fa solo specie che, in nome di chissà (chissà, eh) quale convenienza, l’amministratore della lobby di cui si parlava pocanzi non si ponga il minimo problema a dare il sostegno alla parte politica che ha la sua massima espressione in cotanto personaggio.
Però qualcosa in comune, in fondo, c’è: anche al sovrano, pare che piacciano molto giovani.